"I l    s e r v i z i o    i n c i v i l e"

Il primo giorno

Con quali aspettative, con quali speranze o illusioni una persona ‘parte’ per il servizio civile? C’è chi si aspetta di cominciare una bella esperienza, e c’è chi invece parte con la morte nel cuore. Nessun obiettore in genere è preparato alla ventata di indifferenza o diffidenza con la quale spesso viene accolto. La sua vita subirà un profondo cambiamento. Da allora sarà un 'obiettore', cioè un cittadino con diritti molto limitati, il sottoposto per eccellenza. Ma questo ancora lui non lo sa.

Il primo giorno gli enti dovrebbero far 'visionare' all'obiettore vari documenti: la Convenzione fra l'ente e il ministero per l'assegnazione degli obiettori, il piano d'impiego individuale in essa contenuto, il mansionario, l'orario di servizio, l'assicurazione (solo da qualche anno), e infine un foglio in cui l'obiettore afferma di aver preso visione di questi documenti e nel quale rinuncia a rivalersi contro l'amministrazione pubblica in caso di incidenti. Inoltre, l'ente consegna e fa firmare all'obiettore il 'cartellino', che da allora in poi sostituirà i suoi documenti.
Accade molto spesso che gli enti facciano firmare sbrigativamente agli obiettori il foglio di 'presa visione' senza aver fatto loro vedere alcunché. È rarissimo che all'obiettore venga consegnato il piano d'impiego. Questo è particolarmente grave perché tutto ciò che esula dal piano d'impiego non è un compito che può essere imposto all'obiettore. Se però questi non ha mai visto il suo piano d'impiego, non sa quali siano le mansioni effettivamente obbligatorie (non sa neanche che esiste un limite ai 'lavori' che possono essergli richiesti) e quindi accetterà di svolgere tutti quanti i lavori che all'ente passerà in mente di chiedergli, ritenendo che tutti quanti siano un suo dovere. Ecco perché sono rari gli enti che fanno vedere il piano d'impiego, ancora di meno quelli che ne rilasciano una copia all'obiettore.

Stefano Mazzone, dopo aver fatto ripetute richieste, anche scritte, del piano d'impiego, l'ha trovato per caso nella carta da riciclare:

«Il piano di lavoro degli obiettori precedenti è stato trovato in mezzo ad altri fogli scartati tra le fotocopie. Le mansioni enunciate sono molto diverse da quelle imposte. Si tratta di attività sociali, di supporto scolastico e aiuto rivolto ai minori che frequentano il Centro Sociale. Gli obiettori sono stati spesso, invece, adoperati per gli usi più disparati di manovalanza (portare pacchi ed oggetti pesanti, fare pulizie, lavorare come autista personale dei responsabili ecc.), quasi tutti di utilità personale dei responsabili dell'Ente (ad esempio valigie e pacchi dal contenuto vario da portare presso l'abitazione dove i responsabili si sono recati in vacanza)»7.

Anche se l'obiettore può rifiutarsi di firmare qualsiasi foglio, questo non l'esonera dal dover poi fare lo stesso i lavori previsti dal mansionario. Molto spesso perfino le mansioni previste nel piano d'impiego sono illegali (es. imboccare gli anziani in un ospizio, anche senza tessera sanitaria o formazione alcuna; somministrare metadone ai tossicodipendenti; sostituire impiegati pubblici nelle loro funzioni ecc...), ma firmando, l'obiettore dà in qualche modo il suo avallo a questa illegalità e rende più difficile in seguito la denuncia.
Paolo, per esempio fu mandato in un piccolo Comune vicino a casa:

«L'impatto [...] non è stato dei migliori; persone che facevano firmare fogli con poche spiegazioni a riguardo ed una sensazione di generale confusione. In seguito venni assegnato ai compiti più disparati. Fare le pulizie in una casa di riposo, contare monetine presso l'ufficio tributi, rispondere al telefono del centralino del comune, chiudere cimiteri, fungere da messo comunale e tante altre mansioni ancora (presso l'ufficio personale sono conservati tutti i nostri orari e relative mansioni di assegnazione). Il tutto, tengo a precisare, senza essere accorpato all'orario di nessun ente del comune».8

Spesso chi viene mandato in un'associazione di volontariato può anche non trovare nessuno ad aspettarlo, oppure può trovare qualcuno che gli apre la sede e lo lascia là. Possono passare anche settimane prima che qualcuno si degni di dirgli cosa deve fare. Massimo ha passato il primo giorno in un corridoio di un ministero insieme ad altri obiettori, aspettando che qualche funzionario avesse bisogno di uno di loro:

«All'inizio hanno fatto l'appello, poi hanno iniziato a chiedere: “Chi sa usare il computer?”. Chi ha risposto di si è andato a LAVORARE all'interno del Ministero. “Chi sa l'Inglese?”, ecc. ecc. Assurdo! Siamo SCHIAVI dello Stato!». Jonathan veniva impiegato nella biblioteca comunale quando c'era carenza di personale. «Io ho firmato il mansionario [...] pensavo di dover fare dei lavori che aiutassero i dipendenti quindi credevo che per “venirsi incontro” si intendesse dare una mano nel caso uno si trova un po' in difficoltà in certi momenti. Non un'abitudine del tipo “obiettore impiegato in biblioteca quando i responsabili sono in ferie!!!”».9

Ennio venne mandato a una pubblica assistenza:

«[arrivato là] mi vogliono far firmare due fogli di presa di servizio dove c'è scritto che ho preso visione della convenzione tra il ministero e l'A.N.P.A.S., ovviamente chiedo della convenzione, ma niente da fare, la convenzione non c'è [...]. In entrambi i fogli mi impegno ad attenermi alle norme (?) dell'ente e comunque agli ordini del Sig. M. V.».10

In breve Ennio scopre che le norme dell'ente sono che gli obiettori siano presenti 24 ore su 24 nel capannone/dormitorio/deposito delle ambulanze (privo di riscaldamento), con sole 4 ore di libera uscita al giorno, sempre pronti per ogni emergenza che si presenti. Dopo alcuni mesi di denunce, richiami scritti e litigi, Ennio viene posto in Lisaac (Licenza illimitata senza assegni in attesa di congedo: una sorta di dispensa che viene concessa a chi è in servizio), ma la Convenzione è tuttora aperta e decine di obiettori hanno fatto e fanno servizio in questo ente.
Cristiano, in barba alla legge che impone l'assegnazione entro i 100 Km dal luogo di residenza venne mandato da Pavia a Bolzano, dove ebbe grossi problemi di integrazione... linguistica:

«A Bolzano sono bilingue e l'Ente a cui sono stato assegnato è tutto organizzato in tedesco (compreso il computer e relativa tastiera) e quindi io non sono utilizzabile. Ci sono altri due obiettori che prestano servizio insieme a me, ma loro sono del posto e parlano tra loro solo in tedesco (quindi non comunichiamo) oltre ad andare a mangiare e dormire a casa loro. Sono completamente escluso ed isolato. Il giorno 20 doveva entrare in servizio un quarto obiettore del posto ed il rappresentante dell'Ente (l'unica persona che mi parla in italiano) voleva rifiutare me (con mia grande gioia) e accettare Lui, ma il Distretto non lo ha permesso solo perché io iniziavo il 19 e lui il 20. Non parliamo poi dell'alloggio, non aspettavano uno da fuori e non essendo organizzati lascio a Voi immaginare quale sistemazione di fortuna mi abbiano trovato!».11

Talvolta il primo impatto è ottimo. Francesco per esempio, nonostante fosse stato mandato molto lontano da casa, e nonostante fosse assai prevenuto per le molte storie deprimenti che aveva sentito raccontare sul servizio civile, nel suo primo giorno pensò di essere finito in un paese da favola, tanto era splendida la sede del suo servizio: un'enorme villa con un vasto parco verdissimo e un canale attraversato da due ponti dove nuotavano splendide paperette, tartarughe e pesciolini. «Dopo aver visto quella villa magnifica mi son detto di esser capitato in un piccolo paradiso terrestre e che i miei timori precedenti non erano giustificati» pensò fra sé e sé. Ma ogni castello ha il suo sotterraneo, e chiaramente nelle nostre favole sono gli obiettori che ci finiscono rinchiusi.
L'alloggio si rivelò essere un tugurio della peggior specie, pericoloso perfino per la salute di chi vi avrebbe dovuto dormire. Stando ad oltre 400 km da casa, Francesco non aveva altra scelta.

«In quei momenti ho sentito tanto e tale sconforto che vedevo tutto nero, camminavo a fronte bassa e non parlavo con nessuno se non con l'obiettore che mi stava facendo girare il paese per farmelo conoscere. [...] Ero solo, lontano da casa, in un territorio fortemente agricolo dove si parla costantemente dialetto che mi escludeva da quasi tutti i dialoghi, i miei colleghi andavano a casa per pranzo, cena e dormire ed io ero l'unico a dover affrontare pesantemente la condizione di deportato senza nessun diritto. Lo sconforto era tale che volevo prendere la prima corriera e fuggire via da tutti e da tutto e denunciare la situazione. Ancora oggi non mi so spiegare perché non l'abbia fatto».13

Ci hanno insegnato che se ci adeguiamo, qualche vantaggio lo avremmo pure noi, perché qualcuno ci ricompenserà per la nostra accondiscendenza. Ed anche Francesco ha avuto le sue ricompense: se anche la sostituzione di personale era spudorata, almeno gli sono stati dati permessi e licenze con una certa liberalità (un attributo proprio di chi esercita il potere assoluto!).

«Purtroppo ho la spiacevole consapevolezza di far parte di un sistema di cose fuorilegge e che siano proprio queste a lasciarmi dei momenti liberi che altrimenti non avrei. In pratica sono nella situazione di chi deve chiudere un occhio (anche due) per avere dei vantaggi. Mi sento frustrato da una parte ed avvantaggiato dall'altra. [...] Mi sento un mafioso corrotto senza aver fatto nulla per esserlo. Non è tanto bello».14

Ed infatti non è tanto bello, ma non lo si dirà mai abbastanza: il servizio civile è l'educazione del suddito, non del cittadino, l'educazione all'omertà di fronte all'ingiustizia. L'insegnamento che se ne trae è che se si starà buoni e si collaborerà con il sistema, forse si potranno avere dei vantaggi e dei privilegi. Diritti mai, quelli sono per i cittadini liberi.

[...]

7) Testimonianza di Stefano Mazzone, www.ngnu.org
8) Messaggio personale all'autrice, 19 gennaio 1999.
9) Massimo, Il primo giorno, "Obiezione", mailing list dell'AON.
10) Messaggio personale all'autrice, 15 aprile 2000.
11) Testimonianza dal sito di www.ngnu.org.
12 Cristiano, Mi hanno sbattuto da Pavia a Bolzano, it.sociale.obiezione, 21 aprile 1999.
13) Francesco , Le mie memorie.......vedete un po' voi, it.sociale.obiezione, 1 maggio 1999.
14) Francesco , Le mie memorie.......vedete un po' voi, it.sociale.obiezione, 1 maggio 1999.


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